
La denuncia della presidente di Forma in un articolo del Corriere della Sera
“È imbarazzante che nel PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, non si citino i sistemi di formazione regionali e gli enti di formazione accreditati”. Lo ha affermato Paola Vacchina in un articolo della giornalista Rita Querzé per il Corriere della Sera del 4 gennaio scorso.
La presidente nazionale di Forma è stata intervista dal noto quotidiano nazionale per commentare le scelte del Governo sulla formazione nel PNRR.
“Nei mesi scorsi abbiamo presentato al Governo un piano straordinario per la competitività e l’occupazione, da inserire nel Recovery plan, che prevede un investimento 6.7 miliardi di euro in 5 anni di per la formazione e l’inserimento lavorativo in apprendistato formativo, potenziando l’offerta rivolta ai settori produttivi a maggior tasso di crescita. Con queste risorse a disposizione verranno assunti circa 330mila nuovi lavoratori, prevalentemente giovani ma anche adulti privi di competenze adeguate all’attuale mercato del lavoro e si ridurrà la percentuale di popolazione giovanile senza titolo di studio al di sotto del 10%, raggiungendo finalmente l’obiettivo europeo.”, spiega Paola Vacchina.
Il piano è diviso in 3 azioni mirate, differenziate per platee: per i giovani Neet senza titolo secondario superiore (258mila tra i 18 e i 24 anni) è previsto l’accesso in apprendistato formativo – a seconda delle competenze possedute – all’ultimo anno dei percorsi triennali di IeFP per il conseguimento della qualifica professionale o al quarto anno per il conseguimento del diploma professionale, rispondendo così alla domanda inevasa di tecnici e operatori specializzati di tante aziende italiane; per i giovani Neet (714mila) con diploma di istruzione secondaria si prevede l’accesso a percorsi di apprendistato formativo di terzo livello per il conseguimento di un diploma ITS, che consente un facile e rapido accesso al mercato del lavoro; infine per gli adulti privi di titolo (847mila), segmento vulnerabile della popolazione che necessita di interventi volti sia al conseguimento del titolo stesso sia di avvicinamento al mercato del lavoro e alle esigenze del sistema impresa, si prevede di estendere l’accesso ad un anno di contratto in apprendistato formativo.
«Bene il fatto che il governo voglia introdurre dei livelli essenziali delle prestazioni. — ha detto Paola Vacchina al Corriere della Sera — Sinceramente imbarazzante invece che nel Piano nazionale nuove competenze non si citino per nulla i sistemi di formazione regionali, con gli enti di formazione accreditati. Non è compito di Cpia e università formare i disoccupati. Del tutto ignorato, poi, il recupero dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano».
Sede Legale: Via Marcora 18/20 – 00153 ROMA – e-mail: forma@formafp.it